Precari della Croce Rossa Italiana a telelombardia
sabato 6 dicembre 2008
domenica 23 novembre 2008
PeaceReporter - Italia, una Croce Rossa malata
La situazione della Croce Rossa Italiana si fa di giorno in giorno più pesante. Conti in rosso, agitazione dei precari, commissariamento.
Dopo la presa in carico dell'ente pubblico da parte di un rappresentante dello Stato, l'avvocato Francesco Rocca, qualche giorno fa il presidente Massimo Barra ha scritto al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Oggetto della missiva la 'preoccupante questione relativa al personale precario' della Croce Rossa. La questione è una delle più urgenti, tra le molte che affliggono l'ente. I 1.900 precari a tempo determinato su un personale di quasi 5 mila lavoratori ne fanno l'unico ente del parastato con quasi la metà di precari in organico. L'appello di Barra a Letta dà l'idea di come la situazione stia precipitando. La Finanziaria 2008 prevedeva la stabilizzazione in favore del personale precario, che non è stata mai avviata. Le paure dei lavoratori sono più che giustificate, dato che a dicembre, allo scadere delle convenzione con i vari enti, scadrà anche il loro contratto, e potrebbero essere a rischio numerose attività svolte con il servizio sanitario nazionale, con i Comuni, le Regioni e le Prefetture. Attività fondamentali, come il trasporto infermi, il soccorso urgente, l'assistenza domiciliare e all'infanzia e via dicendo.
D'altro canto, però, la Croce Rossa Italiana vive una situazione anomala rispetto alle Società nazionali degli altri Stati. Almeno in Europa, infatti, è l'unica organizzazione che dipende economicamente e politicamente dallo Stato italiano, che versa nelle sue casse 400 milioni di euro all'anno e ha il potere di commissariarla se - ad esempio - il bilancio non è in regola. Il buco approfonditosi negli anni a causa di sperperi, distrazioni, consulenze esterne, appalti ed esternalizzazioni sarebbe di decine di milioni di euro. Stando alle parole del presidente uscente Barra (dettosi 'sconcertato' di non essere stato informato del commissariamento, avvenuto agli inizi di novembre), il giorno del suo insediamento, 28 dicembre 2005, "il deficit di cassa ammontava a 57 milioni di euro. Oggi è di quasi 19 milioni. Sfido chiunque a fare meglio", disse. Barra successe a Scelli, nominato nel 2003 dal governo Berlusconi. Con l'intervento in Iraq, l'emblema della Croce Rossa - che ha anche un corpo militare - accando alle divise dell'esercito italiano suscitò vive reazioni da parte del Movimento internazionale di Ginevra. Così, lo scorso anno, i presidenti della Federazione internazionale e del Comitato internazionale, scrissero a Prodi chiedendo di garantire 'l'indipendenza e la neutralità' della Croce Rossa Italiana come stabilito nello Statuto internazionale.
Lo Statuto italiano fu sottoposto a revisione, e il Sottosegretario Generale della Federazione internazionale Stephen Davey sottolineò, in una lettera a Barra, il suo interesse per la preparazione del nuovo documento. "Il processo di revisione deve andare a buon fine - scriveva Davey - perchè lo statuto della Cri non corrisponde alle esigenze minime del movimento. I membri della Cri devono essere sempre liberi di eleggere essi stessi i propri dirigenti, e non di vederseli imporre dalle autorità. La nomina di un commissario straordinario... non potrebbe che essere fortemente disapprovata dal movimento". Detto fatto. Il nuovo commissario avrà adesso il compito di sbrogliare la matassa che ha avviluppato l'ente durante gli anni di cattiva gestione. O quantomeno sciogliere i due nodi principali: stabilizzare i precari e farlo diventare davvero un'organizzazione corrispondente agli ideali del fondatore Henry Dunant: neutro, indipendente, imparziale.
lunedì 10 novembre 2008
Replica dei Precari della Ricerca a Brunetta su Otto e Mezzo
Poiché il ministro non gradisce il contraddittorio, i Precari della Ricerca si sono presi il diritto di replica tramite youtube!
giovedì 6 novembre 2008
Stefano Salvi nella sede centrale della Croce Rossa
Il primo reportage svolto da Stefano Salvi sulla incredibile situazione in cui versa la Croce Rossa italiana risale esattamente a un anno fa. I filoni dellinchiesta sono stati due: la situazione dei precari e gli sprechi e gli abusi di potere dellente pubblico.
Di fronte alla notizia del commissariamento della Cri, Stefano Salvi ha ritenuto di tornare laddove ha preso il via la sua denuncia: la sede della Croce Rossa italiana a Roma.
Unoccasione imperdibile per chiedere conto ai vertici dellente pubblico - prima dellavvicendamento del commissario - degli illeciti commessi. Il caso del maresciallo Vincenzo Lo Zito, che ha subito un primo trasferimento dufficio e che ora potrebbe essere vittima del secondo (ma in realtà le vere vittime siamo noi cittadini che per le scelte inopportune dei vertici abbiamo dovuto pagare per lindennità del maresciallo prima 14mila euro e ora ne dovremmo pagare altri 24mila) è stato uno dei punti che Stefano Salvi ha voluto sottoporre allattenzione della dirigenza.
Il copione dellincursione, le cui immagini saranno on line domani sul blog www.stefanosalvi.it, è quello classico, anche perché in Italia, davvero, gli interlocutori delle interviste non programmate, né concordate reagiscono non si sa perché sempre in malo modo.
Salvi si apposta davanti alla sede della Croce Rossa in via Toscana, poi a un certo punto varca lentrata seguito dal cameraman. E indubbio che dai piani alti sia stato avvistato: ragione per cui del presidente Massimo Barra e del vice Vincenzo Scognamiglio negli uffici non vè stranamente traccia.
A questo punto, Stefano Salvi entra senza essere invitato nellufficio di Andrea Des Dorides, direttore generale, e chiede il parere dello stesso sul probabile arrivo commissario Francesco Rocca. Il finale è scontato: senza neanche il coraggio di alzare lo sguardo a favore di camera Des Dorides fa allontanare Salvi.
A questo punto, il reporter cambia bersaglio e sorprende Nicola Niglio, direttore del Dipartimento delle Risorse umane, sul finire di un pranzo che farà fatica a digerire. Salvi lo incalza, gli chiede come mai, lei che è un ottimo manager, un dipendente pubblico dal comportamento irreprensibile ha accolto listanza di Maria Teresa Letta, presidente del comitato regionale Abruzzo, e quindi carica politica senza potere decisionale in materia di dipendenti e personale, e ha disposto il trasferimento del Maresciallo Lo Zito?.
Niglio si alza da tavola, spinge Stefano Salvi, inizia a vagare preoccupato e teso come una corda di violino tra il bancone e la cassa del locale, minaccia addirittura di chiamare la Polizia invocando più volte una non meglio precisata legge sulla Privacy.
La privacy sugli atti compiuti dai dipendenti pubblici? Chiede Salvi già che ci siamo chiami anche i Carabinieri, così affrontiamo nello specifico la questione.
Niglio guadagna con fatica luscita e cerca di arrivare indenne dallaltro lato della strada, mentre salvi lo incalza, Niglio cerca di precludere le riprese e il reporter proclama lormai celeberrimo giù le mani dalla telecamera e il nostro dipendente pubblico si rintana finalmente dentro la sede della Cri.
Fino a quando il commissario, presumibilmente Rocca, chiamerà allappello chi ha messo, con prove provate dalla Relazione sulla verifica amministrativo-contabile dellIspettorato di Finanza del Ministero delleconomia e delle Finanze le mani nella marmellata.
O almeno è quello che tutti ci auguriamo.
Da fonte certa - rivela infine Stefano Salvi - la nomina a commissario di Rocca è stata fortemente voluta, udite udite, da Gianni Letta! Senza parole.
domenica 26 ottobre 2008
Protesta precari cri di roma - parte 2
I precari cri di roma bloccano una riunione nella sede centrale della Croce Rossa Italiana.
Protesta precari cri di roma
I precari cri di roma bloccano una riunione nella sede centrale della Croce Rossa Italiana.
venerdì 17 ottobre 2008
17 ottobre: sciopero precari
Un venerdì di passione nelle città italiane per lo sciopero intercategoriale indetto dai Cobas e dai sindacati di base che ha coinvolto soprattutto i settori dei trasporti, della scuola e della sanità. Pochi i disagi nel trasporto aereo e ferroviario, maggiori difficoltà nel trasporto pubblico locale, dove l'adesione media è stata intorno al 30% a Roma e Milano, ma la concomitanza con le manifestazioni ha mandato in tilt il traffico. Le maggiori difficoltà nella capitale, dove il corteo degli studenti ha computo una deviazione accalcandosi davanti al ministero della Pubblica istruzione. Secondo i sindacati sono stati due milioni i lavoratori che hanno scioperato e nelle scuole l'adesione è stata del 60/70 per cento. Cinquecentomila e persone scese in piazza solo a Roma, 350 mila secondo gli organzizatori. Studenti, insegnanti, genitori e ricercatori hanno marciato per dire no alla riforma Gelmini, ma in piazza sono scesi anche molti altri lavoratori per la tutela dei salari e delle pensioni, per il diritto alla casa e a prestazioni sanitarie dignitose.
martedì 23 settembre 2008
Il Ministro Brunetta dichiara guerra ai precari: a scadenza contratto tutti licenziati
Al Ministro Brunetta, che annuncia la presentazione di norme per cancellare i già del tutto insufficienti provvedimenti di stabilizzazione del precariato, e prepara il licenziamento collettivo e senza buonuscita per centinaia di migliaia di precari storici con la foglia di fico dei concorsi, mandiamo a dire forte e chiaro che i precari non ci stanno a prendere il benservito. Non ci aspettavamo niente di buono da un Governo che lavora per smantellare la Pubblica Amministrazione e che dopo aver introdotto le norme anti-precari nel privato, con l’assurdo condono per Poste e Rai, ora vuole condonare anche sé stesso. Ma nessun precario deve andare a casa.
Con l’assemblea di domani i lavoratori precari, insieme alle RdB-CUB, daranno la migliore risposta: mobilitazione per una sanatoria generalizzata e per l’abolizione delle leggi che causano la precarietà, e costruzione del percorso che porterà allo sciopero generale ed alla grande manifestazione nazionale a Roma indetti dal sindacalismo di base per il prossimo 17 ottobre.
P.A: BRUNETTA, RIVEDREMO NORMA SU SANATORIA PRECARI P.A: BRUNETTA, RIVEDREMO NORMA SU SANATORIA PRECARI (ANSA) - ROMA, 17 SET - Nella pubblica amministrazione si entrerà solo per concorso e chi ha un contratto a termine alla scadenza del proprio lavoro non potrà accampare diritti. Lo dice a Radio Radicale il ministro della funzione pubblica Renato Brunetta che annuncia una nuova norma volta a rivedere le decisioni del governo Prodi sul lavoro precario nel pubblico impiego. «Basta con i precari - dice Brunetta - si entra nella pubblica amministrazione solo per concorso. Basta tenere appese le persone per precariato. Si entra per concorso e quando si vince un concorso ci deve essere il posto di lavoro. Chi ha creato precari e ha dato loro illusioni, tutti i governi precedenti, deve farsi una ragione che non sia più possibile andare avanti così. Mi rendo conto che le aspettative della gente sono sacrosante, ma non è possibile che come nella scuola la stragrande maggioranza dei docenti non ha mai fatto un concorso e questo è inaccettabile perchè poi la qualità scadente si vede. Quindi nella pubblica amministrazione si entra solo per concorso». Questo riguarda anche chi attualmente è precario nella pubblica amministrazione?: «Stiamo predisponendo - spiega il ministro - una nuova norma che rivede le norme del governo Prodi che senza copertura finanziaria aveva ipotizzato un 'todos caballeros' per tutte le centinaia di migliaia di precari. Io sto parlando di quelli titolari di contratti atipici, non dei vincitori di concorso che devono avere il loro posto quando il posto si rende disponibile. Ma altra cosa è chi era stato assunto nella pubblica amministrazione con contratti a termine, i contratti a termine per definizione sono a termine e questi non possono accampare diritti che non hanno, lo dico con molta chiarezza». (ANSA).
P.A.: BRUNETTA, CHI HA CONTRATTI A TERMINE NON POTRÀ ACCAMPARE DIRITTI P.A.: BRUNETTA, CHI HA CONTRATTI A TERMINE NON POTRÀ ACCAMPARE DIRITTI = STIAMO PREDISPONENDO NORMA PER RIVEDERE IL 'TODOS CABALLEROS' DI PRODI Roma, 17 set. (Adnkronos) - Nella pubblica amministrazione si entrerà solo per concorso e chi ha un contratto a termine alla scadenza del proprio lavoro non potrà accampare diritti. A ribadirlo a Radio Radicale è il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta che annuncia una nuova norma volta a rivedere le decisioni del governo Prodi sul lavoro precario nel pubblico impiego. «Si entra nella pubblica amministrazione solo per concorso. Basta tenere appese le persone per precariato. Si entra per concorso e -spiega Brunetta - quando si vince un concorso ci deve essere il posto di lavoro». «Chi ha creato precari e ha dato loro illusioni, tutti i governi precedenti, deve farsi una ragione che non sia più possibile andare avanti così. Mi rendo conto che le aspettative della gente sono sacrosante, ma non è possibile -prosegue il ministro - che come nella scuola la stragrande maggioranza dei docenti non ha mai fatto un concorso e questo è inaccettabile perchè poi la qualità scadente si vede. Quindi nella pubblica amministrazione si entra solo per concorso». E chi attualmente è precario nella pubblica amministrazione? «Stiamo predisponendo una nuova norma che rivede le norme del governo Prodi che senza copertura finanziaria aveva ipotizzato un 'todos caballeros' per tutte le centinaia di migliaia di precari. Io sto parlando di quelli titolari di contratti atipici, non dei vincitori di concorso che devono avere il loro posto quando il posto si rende disponibile. Ma altra cosa - conclude il ministro - è chi era stato assunto nella pubblica amministrazione con contratti a termine, i contratti a termine per definizione sono a termine e questi non possno accampare diritti che non anno, lo dico con molta chiarezza».
- Files allegati:
brunetta dice stop alle stabilizzazioni (Dimensioni: 211 K, Tipo: pdf, Ultima modifica: 18.09.08)
precari sciopero 18-09-08 (Dimensioni: 70 K, Tipo: doc, Ultima modifica: 18.09.08)
venerdì 18 luglio 2008
Maria Teresa Letta e la Croce Rossa - 6
“Faccio appello a tutti i volontari, i militari, i dipendenti e a tutte le altre persone che lavorano in Croce Rossa”- dichiara Stefano Salvi -“le quali abbiano inoltrato denunce per abusi, illeciti, prevaricazioni, sottrazione di denaro pubblico e porcherie varie alle Procure competenti, ai loro diretti responsabili, ai loro dirigenti alla direzione regionale, alla presidenza regionale, al presidente nazionale. Scrivete a redazione@stefanosalvi.it, SEGNALATEMI I VOSTRI CASI e inviatemi la documentazione relativa alla denuncia che avete fatto, perché voglio organizzare con voi tutti una VIDEO-INCHIESTA DI CARATTERE NAZIONALE che dia voce alla vostre denunce e al perché provato delle stesse. Il tutto verrà realizzato all’esterno della sede della Croce Rossa nazionale entro la fine di ottobre”
Il reporter si rivolge poi ai Media, alle Istituzioni e alla Magistratura:“Ciò che abbiamo visto nelle cinque puntate è a dir poco sconfortante, ma del resto è lo specchio del nostro Paese, un Paese nel quale un presidente di un ente pubblico che amministra soldi nostri chiede di allontanare il suo più stretto collaboratore solo ed esclusivamente perché fa il suo dovere, nel quale un presidente di un ente pubblico che amministra soldi nostri si permette di gestire denaro pubblico senza averne titolo, di firmare assegni nostri senza averne titolo, di preporre persona a Lei fedele al compito di amministratore di denaro pubblico, senza che entrambe ne abbiano titolo. Questi, essendo perpetrati all’interno di un ente pubblico, sono reati gravissimi che vanno dal peculato alla truffa ad atti ancor più gravi.
E’ ORA DI FINIRLA.
Come se non bastasse, dopo aver denunciato tutte le nefandezze del caso, il protagonista di questa vicenda, non solo non viene premiato come sarebbe lecito aspettarsi in un paese civile per le denunce da lui fatte a tutela del patrimonio pubblico, ma viene convocato dal capo Dipartimento Serv. 12° del Comitato Centrale della Croce Rossa che gli paventa prima il trasferimento e poi il congedo. La beffa continua, perché dopo la denuncia di questi fatti dalle pagine del blog www.stefanosalvi.it, ecco che gli stessi vertici che prima volevano licenziarlo, gli propongono invece una promozione, a patto che, naturalmente, il maresciallo si metta tranquillo. Questa è la dimostrazione che tutto ciò che è stato detto dal maresciallo Lo Zito non solo è vero, ma conferma la gestione quantomeno anomala e comunque di malaffare dell’intero sistema Croce Rossa. A conferma di tutto ciò, come da dichiarazione firmata del maresciallo Lo Zito, il capo di gabinetto del Ministro della Difesa La Russa, dott. Pedri, dice testualmente “Caro Maresciallo, ma questa Signora è la sorella di Gianni Letta, sa chi è Gianni Letta?Qui si rischia di farci del male entrambi e non mi azzardo minimamente a farmi del male. Ora facciamo così e poi vediamo” alludendo alla promozione appena comunicata al maresciallo. VOGLIAMO riappropriarci del bene pubblico, dei nostri soldi, del nostro Potere, vogliamo rimandare a casa tutte quelle persone che, in nome dello Stato, pensano solo ai loro interessi economici, a quelli dei loro amici, a quelli degli amici degli amici.
E’ ORA DI FINIRLA.
Ultima ciliegina sulla torta, è stato rinviato a giudizio per truffa e peculato il dirigente della Croce Rossa – caso che ho segnalato nella video-inchiesta segnalata sul blog - che avrebbe collezionato un anno di assenze dal proprio lavoro e viaggiato con la macchina di servizio della Croce Rossa dell’Aquila.
AUSPICO l’immediato intervento della Magistratura appartenente a tutte quelle Procure ove si siano perpetrati reati analoghi (vedasi tutte le segnalazioni pervenute sul blog www.stefanosalvi.it nei COMMENTI). Altresì PRETENDO che tutti quei Parlamentari che non vogliono mischiarsi col solito banditismo di bandiera, diano energici segnali di vita con mozioni, interrogazioni, commissioni, al fine di scoperchiare definitivamente questo centro di potere assolutamente non occulto che, anziché fare esclusivamente del bene agli altri, troppo spesso si dedica al bene dei propri interessi”.
Maria Teresa Letta e la Croce Rossa - 5
Nella quinta puntata della video-inchiesta sulla Croce Rossa abruzzese condotta da Stefano Salvi, il Maresciallo della Croce Rossa italiana Vincenzo Lo Zito denuncia le pressioni che gli vengono fatte, la lettera di trasferimento, la ritirata di presunti paladini dell’informazione come Striscia la Notizia e Le Iene di fronte al suo caso.:
“Il maresciallo Lo Zito è considerato un personaggio scomodo ”
- si lamenta Stefano Salvi -
“sarà scomodo per chi fa intrallazzi. Magari ci fossero dieci, cento, mille persone come lui. Finora ha fatto solo il suo lavoro e, con documenti alla mano, ha denunciato gli illeciti che ha rilevato durante il servizio. Maria Teresa Letta chiede che il maresciallo Lo Zito “sia sollevato dall’incarico amministrativo e dalla qualifica specifica, visto il forte disagio che sta procurando al Comitato Regionale Abruzzo”. Forte disagio? A segnalare illeciti amministrativi si creano forti disagi e la punizione è quella di essere trasferiti? Ma dove è finita la libertà?”
Ho denunciato gli illeciti che ho riscontrato – sottolinea il Maresciallo Lo Zito - alla Procura, alla Corte dei Conti, alla Guardia di Finanza. Aspetto fiducioso un riscontro. Ho fatto presente il caso anche alla Iene e a Striscia la Notizia. Max Laudadio di Striscia la notizia, si era interessato alla vicenda e mi aveva anche chiesto la documentazione, avevamo già concordato tutto perché venisse a fare il servizio. Al momento delle riprese ho solo detto che stava per arrivare Maria TeresaLetta e lui e la troupe hanno detto: “Come la Letta? La sorella di Gianni Letta? La zia di Enrico Letta?” “Si”, ho risposto io ingenuamente. Mi hanno detto: “Allora, è meglio che ci risentiamo”. Era il marzo 2007. Hanno fatto la stessa fine degli ispettori. Stessa sorte mi è toccata per la redazione delle Iene: dopo aver mandato tutti i documenti del caso a Giulio Golia, non ho più avuto notizie.
“Ci siamo stufati di queste schifezze – continua Stefano Salvi - la Croce Rossa siamo noi. E’ ora di far luce su questi illeciti. Non mi aspetto che ne diano notizia né Striscia la notizia né le Iene. Striscia non ha voluto occuparsi del caso Ford, né del caso del professor Huscher. Io ho scelto di svolgere entrambe le inchieste dalle pagine del mio blog. E ancora prima, Antonio Ricci ha preferito il silenzio sul caso di Gianstefano Frigerio e sugli Amx: io sono finito fuori da Striscia, ma ho scelto di informare la gente su entrambe le vicende. Non mi meraviglio più della Stampa italiana, ma mi indigna profondamente che si finge paladino della libera informazione senza il merito di esserlo. E’ ora che la magistratura, la Corte dei Conti e la Guardia di Finanza aprano un’indagine anche su questa inchiesta della Croce Rossa. Da cittadino chiedo che le sedi della Croce Rossa siano amministrate in modo limpido, che non venga buttato via neanche un centesimo dei soldi dei contribuenti, che il denaro sia utilizzato per l’intervento del 118 e per la cura immediata dei malati e per nient’altro”.
Maria Teresa Letta e la Croce Rossa - 4
Nella quarta puntata della video-inchiesta sulla Croce Rossa abruzzese condotta da Stefano Salvi, il Maresciallo della Croce Rossa italiana Vincenzo Lo Zito denuncia l’evidente irregolarità dell’unica ispezione che avrebbe dovuto fare chiarezza sulla situazione:
“Oltre ad avere denunciato i fatti in tutte le sedi opportune, ho chiesto alla sede della Croce Rossa di Roma che venisse svolta anche un’ispezione. Nel frattempo, al posto del direttore regionale Sorride, è stata mandata dalla sede centrale un’altra direttrice. Finalmente, un giorno sono arrivati gli ispettori nella sede di L’Aquila. Il responsabile dei revisori dei conti che ha effettuato il controllo si è reso subito conto delle gravissime irregolarità che erano state commesse. La presidentessa del Comitato regionale risultava, in base alle firme da lei apposte, anche direttrice amministrativa della sede di Avezzano, come se si fosse auto-nominata dipendente con incarichi amministrativi della Croce Rossa. O sei una carica politica o sei un dipendente. Invece, nella fattispecie, si riscontrava in maniera evidente un conflitto di interessi enorme. Maria Teresa Letta ha invitato a pranzo gli ispettori e ha lasciato me e la nuova direttrice, dottoressa Maria Rita Solvetti, negli uffici. Al ritorno dal pranzo, gli ispettori sono rientrati con un atteggiamento completamente cambiato, hanno detto che dovevano immediatamente andare via e che sarebbero tornati il giorno successivo. L’ispezione è stata fatta il 14 marzo 2008. Più visti, né sentiti”.
La domanda - scomoda - di Stefano Salvi nasce spontanea: “E’ successa una cosa gravissima: é bastato un pranzo con Maria Teresa Letta per indurre questi massimi rappresentanti dell’organo di controllo dell’amministrazione pubblica a non interessarsi più alle vicende che, loro stessi, davanti a testimoni, avevano prima del pranzo definito gravissime irregolarità?”.
Maria Teresa Letta e la Croce Rossa - 3
Nella terza puntata della video-inchiesta sulla Croce Rossa abruzzese condotta da Stefano Salvi continua il racconto del Maresciallo della Croce Rossa italiana Vincenzo Lo Zito:
“Ho scoperto – dichiara il maresciallo Lo Zito – che la carta intestata della Croce Rossa utilizzata dalla professoressa Letta presentava una evidente anomalia: l’intestazione era quella della sede regionale di L’Aquila, ma il numero di fax era quello della sede di Avezzano, presso i cui uffici la professoressa Letta passava molto tempo, anche se, in qualità di presidente regionale, la sua sede di lavoro sarebbe quella a L’Aquila.
In questo modo, il direttore regionale ed io non avevamo a disposizione la completa ed effettiva documentazione amministrativa e contabile, né avevano alcun controllo sull’amministrazione della Croce Rossa regionale abruzzese. Il direttore regionale, dopo aver scritto alla professoressa Letta di lasciarci lavorare, mi ha addirittura dato ordine di far cambiare le serrature, così che la presidentessa Letta non potesse più entrare arbitrariamente negli uffici amministrativi. Ma la professoressa Letta, approfittando della momentanea assenza mia e del direttore per impegni vari, si è fatta dare le chiavi delle nuove serrature da un dipendente e ha ricominciato ad appropriarsi della documentazione amministrativa.
Stefano Salvi si rivolge direttamente alla professoressa Letta: “Lei è un rappresentante politico, faccia quello. E si ricordi che non è un funzionario amministrativo, né un pubblico ufficiale”.
domenica 6 luglio 2008
Maria Teresa Letta e la Croce Rossa - 2
Continua l'inchiesta del blog stefanosalvi.it sugli sprechi e gli abusi della Croce Rossa abruzzese.
mercoledì 4 giugno 2008
Chavez aumenta il salario minimo del 30%
Il presidente venezuelano Hugo Chavez, firma il decreto che prevede l'aumento dei salari minimi venezuelani del 30%, portando cosi il salario minimo venezuelano al primo posto in america latina con 372 dollari, anche ai pensionati...
in oltre è già stato annunciato che dal primo maggio del 2010 la giornata lavorativa venezuelana passerà da 8 a 6 ore... questo grazie ai processi di nazionalizazione delle maggiori fonti economiche del paese come la banca centrale, i pozzi di petrolio e l'azienda metallurgica SIDOR...
martedì 3 giugno 2008
UNA NUOVA PAGLIACCIATA
L'ELENCO DEGLI STABILIZZABILI è stato presentato alle OO.SS. che lo hanno rifiutato in modo categorico, per tutte le organizzazioni l'elenco deve essere unico e comprendere TUTTI I LAVORATORI IN POSSESSO DEI REQUISITI PREVISTI DAL COMMA 519 della finanziaria 2007. E' quindi incomprensibile la posizione di una amministrazione che compila due elenchi, e mentre per il primo procede alle assunzioni per il secondo pur dicendo che è conforme al succitato comma dice che bisognerà attendere giugno e la stesura di un nuovo bando di concorso che dovrebbe portare ad un nuovo elenco ad ottobre. TUTTI DICIAMO BASTA!!! BASTA essere presi per i "fondelli" cosa fa la nostra C.R.I. aspetta per cambiare di nuovo le carte in tavola. SEGUIAMO in massa le OO.SS. che hanno indetto lo stato di agitazione e teniamoci pronti se necessario a fare qualunque cosa per affermare il nostro sacrosanto diritto alla stabilizzazione.www.precaricri.it
comunicato congiunto OOSS
CGIL CISL UIL E CISAL E RDB alla luce della documentazione e degli atti forniti dall’Amministrazione CRI in data 27 maggio ed in data odierna, ritengono inaccettabile la formulazione di elenchi distinti scaturiti dalle domande relative al bando per la stabilizzazione del personale a tempo determinato della CRI del 30/11/07 e le conseguenti lettere di assunzione già inoltrate ad alcuni lavoratori.
Queste OO.SS. ribadiscono che tutti i precari della CRI sono inseriti in un unico elenco così come previsto nel bando della stabilizzazione.
Nel ribadire inoltre, che il precariato presente in CRI è utilizzato stabilmente da anni nelle attività della stessa, ritengono quindi che non si possa tollerare l’interpretazione sostenuta dall’Amministrazione, secondo la quale tante lavoratrici e tanti lavoratori precari non svolgono compiti istituzionali, anche in considerazione di quanto previsto dallo Statuto dell’Ente.
Le scriventi OO.SS. chiedono quindi l’immediata rettifica dell’elenco e ritengono improcrastinabile l’incontro previsto dal comma 367 della legge finanziaria 2008.
Per questi motivi dichiarano lo stato di agitazione di tutto il personale della CRI, riservandosi di individuare ulteriori forme di lotta.
martedì 27 maggio 2008
Infermieri Cri anche su YouTube
Salvi: lo scandalo della Croce Rossa Italiana (1)
Scandalo sui contratti di lavoro. La Croce Rossa Italiana - Ente di diritto pubblico - ha moltissimi dipendenti con contratto a tempo determinato che lavorano "ininterrotamente" da anni (in alcuni casi, anche decine). E' questo per legge è vietato. Lo stato promulga le leggi, poi è il primo a non rispettarle.
domenica 18 maggio 2008
Conferenza stampa e Assemblea del 19-05-2008
Al termine della conferenza stampa si svolgerà un’assemblea di tutti i lavoratori dei servizi del comitato provinciale di roma con i seguenti ordini del giorno:
- mancato rinnovo contrattuale della collega Patrizia Modesti del c.e.m. di roma;
illegittimi provvedimenti di trasferimento dei colleghi del c.e.m. di roma verso c.p.t. di ponte galeria;
- problematiche gestionali del personale (di ruolo, precari, militari etc.), afferente al comitato provinciale c.r.i. di roma;
- varie ed eventuali.
del comitato di roma, si invitano tutti i colleghi ad una massiccia partecipazione.
mercoledì 9 aprile 2008
Voti precari
Intanto la L.244/07 (Finanziaria nazionale 2008) include esplicitamente i contratti co.co.co. della P.A. nel processo di stabilizzazione. E' diventato obsoleto anche chiedere solo l'applicazione delle Leggi?
Facciamo così. Diciamolo una volta per tutte e ben chiaro che non esiste nessun diritto al lavoro stabile, che la legge non è uguale per tutti e che insistere sulla sanità pubblica è ormai un'offesa alla creatività economica dell'apparato privato, che ha aspettato fin troppo per insediarsi definitivamente e massicciamente nel settore. Sono anni che deve sottoporsi alla snervante messinscena delle gare d'appalto e similari, dovendo sborsare anche fior fior di quattrini sottobanco e imbastire nauseabonde appartenenze politiche e di casta.
E' ora di finirla con il patetico lamento di precari ultraquarantenni, magari anche laureati, poiché, se hanno potuto campare fino ad ora così, non si capisce perché non possano continuare, ricordando che è oltremodo antidemocratico pretendere di ingrossare le fila dei futuri pensionati, già abbastanza folte e fastidiosamente pressanti sulla spesa pubblica.
In gennaio la Regione Campania, turandosi il naso, ha partorito con dolore, all'interno della Finanziaria regionale, un confuso percorso di stabilizzazione dei soli dipendenti del Ssr con contratto a tempo determinato, ora qualcuno sostiene che la Finanziaria nazionale (pubblicata prima di quella regionale) prevede esplicitamente, per la Pubblica Amministrazione, la stabilizzazione anche dei precari con contratti di collaborazione coordinata e continuativa. E già! Gli dai il dito e vogliono la mano. Se la Finanziaria nazionale recita così, vuol dire che è sbagliata e, quindi, non vedo perché la Regione vi si debba adeguare. Qualcuno ancora obietta: ma la preminenza delle fonti prevede la subordinazione delle leggi regionali, su temi di interesse collettivo, alle leggi nazionali… E chi l'ha detto? Ciò può valere in un paese obsoleto, ancora attraversato da residue onde di democrazia. Noi per fortuna la democrazia, un pezzetto alla volta, la stiamo esportando, espatriando, estradando. Questo blasfemo rigurgito legalitario non vale certo in una regione come la Campania, dove il cumulo del sacrosanto malaffare politico-istituzionale e della beata illegalità ha già superato la capacità contenitiva di qualsivoglia cassonetto. Qui ci vogliono cassonetti nuovi, non democrazia, tanto meno leggi dello Stato.
E ancora…….Vogliamo parlare dei co.co.co? Quei contratti che le Asl campane hanno utilizzato negli ultimi 5 o 6 anni alla stregua di contratti di dipendenza ma a metà prezzo? Embè? E il disavanzo della spesa sanitaria, dove lo mettiamo? In qualche modo si doveva pur tagliuzzare qua e là. E la possibilità di tenere finalmente in scacco e sotto ricatto perpetuo la nuova generazione di sottoposti, dove la mettiamo? Se in questi anni si è utilizzata nelle ASL una variegata tipologia di contratti atipici (partite Iva, interinali, co.co.co, co.co.pro., etc.) un motivo di ordine politico (e di ordine pubblico) ci sarà. Il fatto è che il lavoro stabile rende potenzialmente stabili, uguali, uniti, mentre il lavoro precario rende effettivamente e definitivamente precari, disuguali e soprattutto divisi. E' così divertente vedere come la rivendicazione dei diritti da parte di qualcuno ostacoli o leda automaticamente i diritti di qualcun'altro. E' così esaltante immaginarli a starnazzare per stabilire chi di loro ha più diritto al diritto. Era ora di spazzare via l'insopportabile coscienza se non di classe almeno di categoria. La nuova era, che pazientemente siamo andati a modellare, non contempla anacronistici intralci tardo-welfaristici al libero mercato del potere economico e politico-camorristico. E con l'aroma di “spezzatino” dei lavoratori precari abbiamo finalmente cancellato l'acre sapore della rivendicazione dei diritti e dell'uguaglianza di opportunità sociali.
Cos'altro dire!? Ah! Dimenticavo! Si fa ancora un gran parlare di destra e sinistra. Si pretenderebbe che la Regione Campania, essendo amministrata da una Giunta rossa, facesse delle politiche sanitarie e del lavoro (temi, secondo qualche pazzo, correlati) di sinistra. Ma qualcuno è in grado di spiegare cosa diavolo sia questa sinistra? Usiamo parole di sinistra, slogan di sinistra, demagogia di sinistra. Può bastare no? Quindi, cari vecchi compagni precari, chiedete un futuro? E chi ve lo ha mai negato! Ma ora non è più il vostro tempo, vi abbiamo amorevolmente nutrito a sogni e illusioni, ma non siete mai sazi, lasciate sognare le nuove generazioni. E ora andate…. votate …… e ringraziate!
lunedì 24 marzo 2008
9 novembre 2007
Il 9 novembre 2007, a Roma, viene indetto lo sciopero generale contro l'accordo su precarietà, welfare e pensioni del 23 luglio 2007 imposto da governo, sindacati confederali e Confindustria. Tra le rivendicazioni: lavoro stabile e tutelato, abolizione delle leggi 30 e Treu, redistribuzione del reddito, difesa e rilancio del sistema previdenziale pubblico.
Interviste: Paolo Dimalio
Riprese: Francesca Chippari, Matteo Antonelli, Paolo Dimalio
Montaggio: Francesca Chippari
Produzione: Arcoiris Roma
domenica 17 febbraio 2008
11-13 marzo 2008 elezioni RSU CRI
dall’11 al 13 marzo p.v. tutti i lavoratori della CRI, con contratto a tempo determinato e a tempo indeterminato, parteciperanno alle elezioni per la costituzione delle RSU, a tutti è riconosciuto il diritto a votare (elettorato attivo) e ad essere eletti (elettorato passivo).
Evidentemente le battaglie che la RdB-CUB ha condotto a sostegno del diritto a votare e ad essere votati per tutti i lavoratori dell’Ente hanno dato un risultato concreto.
Il persistente ostracismo della CRI nei confronti delle legittime aspettative di stabilizzazione dei precari si è confermato anche nel tentativo di impedirne la partecipazione democratica alle elezioni delle RSU, provocandone il blocco, anche al prezzo di coinvolgere tutto il personale di ruolo, impossibilitato anche esso a procedere alla tornata elettorale.
Facciamo notare che la CRI è l’unico Ente del Comparto EPNE dove non si è ancora effettuato il rinnovo delle cariche delle RSU 2007.
Riteniamo che l’Amministrazione avrebbe potuto e dovuto assumere questa posizione in tempi molto più rapidi, senza far trascorrere inutilmente oltre tre mesi in inutili riflessioni, dimostrando ancora una volta uno scarso peso politico, una palese inadeguatezza al ruolo ed una cronica incapacità ad orientarsi e muoversi negli ambiti di competenza e pertinenza.
È forte l’esigenza, condivisa peraltro dalla maggior parte dei dipendenti, di un intervento radicale teso a riorganizzare e mettere ordine allo ”scombinato universo” della CRI, oggi ormai ridotto allo sbando totale, alle soglie del commissariamento .
La RdB-CUB si propone di avviare, anche alla luce degli imminenti mutamenti degli assetti delle Istituzioni del Paese, una riflessione sul ruolo nazionale della CRI, sulla necessità che essa mantenga il proprio status di Ente pubblico non economico e che possa ampliare e migliorare i servizi all’utenza.
Per il rafforzamento ed il rilancio della CRI la RdB-CUB ritiene indispensabile l’attribuzione alla stessa, in via esclusiva, della delega di alcune attività a livello nazionale, di tipo socio-sanitario, assistenziale e di emergenza sociale, che oggi sono invece svolte con la formula delle convenzioni.
Nell’attesa dell’adozione di tali provvedimenti risulta urgentissimo che si proceda al rinnovo delle numerose convenzioni in scadenza.
Occorre che si riveda l’attuale funzionamento e ruolo della CRI, adeguandolo allo status di “Ente di alto rilievo” riconosciuto con il DPCM 179 del 2004, che porti, oltre all’aumento del numero dei dirigenti e all’istituzione dei Capi Dipartimento, un contributo tangibile anche per il personale delle aree dell’Ente.
Nel tentativo di promuovere un’attenta riflessione sui punti sopra elencati la RdB-CUB ha già avuto incontri con esponenti dell’attuale Governo uscente e si impegna a promuovere iniziative analoghe con il futuro Esecutivo.
In questo contesto è da considerare anche l’aspetto legato alla contrattazione integrativa di Ente, nella quale negli ultimi anni molte energie sono state spese per arginare pesanti interventi ed attacchi esterni, ai quali la CRI si è trovata esposta senza la minima protezione dell’organo politico.
Ricordiamo gli accordi sindacali relativi ai Contratti Iintegrativi di Ente 2002-2003-2004-2005 che, a causa di alcuni rilievi da parte del Collegio dei Revisori e del Ministero Economia e Finanze, hanno comportato per il personale dipendente la restituzione di somme precedentemente percepite.
Ricordiamo inoltre gli accordi sindacali sui “Benefici Assistenziali” che oggi vedono i dipendenti ancora in attesa dell’applicazione dei relativi istituti contrattuali già concordati.
Ci auguriamo che le prossime tornate di contrattazione possano essere indirizzate alla normalizzazione della CRI, ad un allineamento agli altri Istituti del Comparto Enti Pubblici non Economici, dove, ad esempio, si comincia a parlare di possibilità di integrazione del Fondo con le risorse dello straordinario, (come previsto dagli artt. 30 e 32 del CCNL 16 febbraio 1999), o di aumentare il buono pasto ad un valore di Euro 14,00.
PRECARI
Come è ormai noto “molti”, strumentalizzando l’aspetto legato al regime convenzionale delle prestazioni lavorative, con ostinazione si attestano da tempo su posizioni che escludono qualsiasi ipotesi di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, e ciò nonostante detto personale sia in linea con il dettato della Finanziaria 2007.
L’avere ottenuto l’estensione del diritto al voto alle RSU anche per i precari (in applicazione dell’accordo ARAN del 23 luglio 2007 d’integrazione al regolamento elettorale per la costituzione delle RSU per il personale dei Comparti delle P.A. che riconosce tale diritto per i dipendenti in servizio con contratto a tempo determinato inseriti nelle procedure di stabilizzazione) riteniamo che rappresenti una grossa vittoria, non solo in termini di democrazia, ma soprattutto nel percorso che porti alla stabilizzazione di tutti i lavoratori con contratto a tempo determinato, come la RdB- CUB da tempo rivendica.
Altra questione sulla quale non siamo disponibili ad ulteriori rinvii è quella legata al mancato pagamento dell’incentivo per il personale precario.
Sono anni che la RdB-CUB evidenzia questa grave situazione e che l’Amministrazione prosegue nella condotta contrattualmente inadempiente nei confronti di questi dipendenti, confermando evidentemente nei loro confronti una forte avversione.
Alla vessazione della condizione lavorativa precaria, dimensione incerta e instabile, per questi lavoratori si aggiunge anche il danno economico. Non sarà troppo?
CONTRATTO NAZIONALE
Nella trattativa legata alla definizione del CCNL 2006-2009 molto hanno “pesato” la costituzione del Fondo per la previdenza complementare nel Pubblico Impiego, con la materializzazione dello scippo del TFR anche per i dipendenti pubblici, e l’impegno sulla revisione dell’assetto contrattuale, attualmente composto da una parte normativa con validità quadriennale e da una parte economica biennale, prevedendo un nuovo sistema di durata triennale sia per la parte normativa che per quella economica.
Risultano evidenti gli aspetti negativi che ne deriveranno per i lavoratori.
Anche questa volta agli interessi dei lavoratori si è anteposta la convenienza e la logica degli scambi di CGIL, CISL e UIL, dalla quale la RdB-CUB è senz’altro estranea.
La nostra firma sul CCNL 2006-2009 è stata condizionata da una norma antidemocratica (Art. 8, comma 1, CCNL 16 febbraio 1999) che prevede la partecipazione alla contrattazione integrativa di Ente solo delle organizzazioni firmatarie del contratto collettivo, una norma che CGIL-CISL-UIL non hanno mai voluto abrogare.
Prima di procedere alla relativa sottoscrizione abbiamo reso partecipi i lavoratori sui contenuti dello stesso, sottoponendo all’attenzione di tutti alcuni quesiti. Gli esiti della consultazione dei lavoratori della CRI sul CCNL 2006-2009 ne hanno confermato la nostra lettura fortemente critica.
Gli aspetti negativi sono:
· l’evidente inadeguatezza degli aumenti economici al crescere del costo della vita;
· l’introduzione di un nuovo ordinamento professionale all’insegna della più indiscriminata flessibilità;
· un forte aumento delle competenze e dei carichi di lavoro senza contropartita economica;
· la netta limitazione al riconoscimento delle mansioni superiori;
· la preoccupante discrezionalità nelle selezioni interne;
· l’introduzione di unilaterali criteri per l’erogazione dell’incentivo legato alla soddisfazione dell’utenza ed alla valutazione individuale da parte del dirigente di riferimento, quindi discrezionale e destinata non ad un miglioramento organizzativo bensì finalizzata alla mera penalizzazione economica del lavoratore;
· l’istituzione, oltre alle figure di elevata responsabilità (posizioni organizzative) sempre a carico economico del Fondo, anche delle figure di elevata professionalità come surrogato della vice dirigenza.
QUESTIONE SALARIALE
Risulta ormai evidente che la questione salariale, la perdita del potere d’acquisto dei
salari, rappresenta una realtà di drammatica attualità, una problematica non più rinviabile, che assume contorni sempre più preoccupanti, confermati peraltro dalle relazioni della Banca d’Italia e dalle dichiarazioni della Confindustria.
L’abolizione della scala mobile, il meccanismo di rivalutazione economica automatica dei salari, ha sicuramente dato un colpo mortale a questo diabolico processo.
La RdB-CUB, in splendida solitudine, nel proporne il ripristino, ha attivato contatti con forze politiche e parlamentari ed ha promosso anche una raccolta di firme in ambito nazionale.
Denunciamo da anni questa insostenibile emergenza per le famiglie a reddito fisso, situazione inesorabilmente in crescita dall’introduzione dell’Euro attraverso la politica di “moderazione salariale”, dal taglio al Welfare e da tutte le scelte di politica economica fatte dai governi degli ultimi 20 anni.
APPUNTAMENTO ELEZIONI RSU
11-12-13 MARZO
VOTATE E CANDIDATEVI PER LE LISTE RdB-CUB P.I.
CALENDARIO PROCEDURE ELETTORALI
11 febbraio 2008: termine per insediamento della Commissione elettorale
14 febbraio 2008: termine per la costituzione formale della Commissione elettorale
22 febbraio 2008: termine per la presentazione delle liste
8 marzo 2008: affissione delle liste elettorali
11-12-13 marzo 2008: votazioni
martedì 12 febbraio 2008
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