Il primo reportage svolto da Stefano Salvi sulla incredibile situazione in cui versa la Croce Rossa italiana risale esattamente a un anno fa. I filoni dellinchiesta sono stati due: la situazione dei precari e gli sprechi e gli abusi di potere dellente pubblico.
Di fronte alla notizia del commissariamento della Cri, Stefano Salvi ha ritenuto di tornare laddove ha preso il via la sua denuncia: la sede della Croce Rossa italiana a Roma.
Unoccasione imperdibile per chiedere conto ai vertici dellente pubblico - prima dellavvicendamento del commissario - degli illeciti commessi. Il caso del maresciallo Vincenzo Lo Zito, che ha subito un primo trasferimento dufficio e che ora potrebbe essere vittima del secondo (ma in realtà le vere vittime siamo noi cittadini che per le scelte inopportune dei vertici abbiamo dovuto pagare per lindennità del maresciallo prima 14mila euro e ora ne dovremmo pagare altri 24mila) è stato uno dei punti che Stefano Salvi ha voluto sottoporre allattenzione della dirigenza.
Il copione dellincursione, le cui immagini saranno on line domani sul blog www.stefanosalvi.it, è quello classico, anche perché in Italia, davvero, gli interlocutori delle interviste non programmate, né concordate reagiscono non si sa perché sempre in malo modo.
Salvi si apposta davanti alla sede della Croce Rossa in via Toscana, poi a un certo punto varca lentrata seguito dal cameraman. E indubbio che dai piani alti sia stato avvistato: ragione per cui del presidente Massimo Barra e del vice Vincenzo Scognamiglio negli uffici non vè stranamente traccia.
A questo punto, Stefano Salvi entra senza essere invitato nellufficio di Andrea Des Dorides, direttore generale, e chiede il parere dello stesso sul probabile arrivo commissario Francesco Rocca. Il finale è scontato: senza neanche il coraggio di alzare lo sguardo a favore di camera Des Dorides fa allontanare Salvi.
A questo punto, il reporter cambia bersaglio e sorprende Nicola Niglio, direttore del Dipartimento delle Risorse umane, sul finire di un pranzo che farà fatica a digerire. Salvi lo incalza, gli chiede come mai, lei che è un ottimo manager, un dipendente pubblico dal comportamento irreprensibile ha accolto listanza di Maria Teresa Letta, presidente del comitato regionale Abruzzo, e quindi carica politica senza potere decisionale in materia di dipendenti e personale, e ha disposto il trasferimento del Maresciallo Lo Zito?.
Niglio si alza da tavola, spinge Stefano Salvi, inizia a vagare preoccupato e teso come una corda di violino tra il bancone e la cassa del locale, minaccia addirittura di chiamare la Polizia invocando più volte una non meglio precisata legge sulla Privacy.
La privacy sugli atti compiuti dai dipendenti pubblici? Chiede Salvi già che ci siamo chiami anche i Carabinieri, così affrontiamo nello specifico la questione.
Niglio guadagna con fatica luscita e cerca di arrivare indenne dallaltro lato della strada, mentre salvi lo incalza, Niglio cerca di precludere le riprese e il reporter proclama lormai celeberrimo giù le mani dalla telecamera e il nostro dipendente pubblico si rintana finalmente dentro la sede della Cri.
Fino a quando il commissario, presumibilmente Rocca, chiamerà allappello chi ha messo, con prove provate dalla Relazione sulla verifica amministrativo-contabile dellIspettorato di Finanza del Ministero delleconomia e delle Finanze le mani nella marmellata.
O almeno è quello che tutti ci auguriamo.
Da fonte certa - rivela infine Stefano Salvi - la nomina a commissario di Rocca è stata fortemente voluta, udite udite, da Gianni Letta! Senza parole.
giovedì 6 novembre 2008
Stefano Salvi nella sede centrale della Croce Rossa
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