venerdì 18 luglio 2008

Maria Teresa Letta e la Croce Rossa - 6

“Faccio appello a tutti i volontari, i militari, i dipendenti e a tutte le altre persone che lavorano in Croce Rossa”- dichiara Stefano Salvi -“le quali abbiano inoltrato denunce per abusi, illeciti, prevaricazioni, sottrazione di denaro pubblico e porcherie varie alle Procure competenti, ai loro diretti responsabili, ai loro dirigenti alla direzione regionale, alla presidenza regionale, al presidente nazionale. Scrivete a redazione@stefanosalvi.it, SEGNALATEMI I VOSTRI CASI e inviatemi la documentazione relativa alla denuncia che avete fatto, perché voglio organizzare con voi tutti una VIDEO-INCHIESTA DI CARATTERE NAZIONALE che dia voce alla vostre denunce e al perché provato delle stesse. Il tutto verrà realizzato all’esterno della sede della Croce Rossa nazionale entro la fine di ottobre”
Il reporter si rivolge poi ai Media, alle Istituzioni e alla Magistratura:“Ciò che abbiamo visto nelle cinque puntate è a dir poco sconfortante, ma del resto è lo specchio del nostro Paese, un Paese nel quale un presidente di un ente pubblico che amministra soldi nostri chiede di allontanare il suo più stretto collaboratore solo ed esclusivamente perché fa il suo dovere, nel quale un presidente di un ente pubblico che amministra soldi nostri si permette di gestire denaro pubblico senza averne titolo, di firmare assegni nostri senza averne titolo, di preporre persona a Lei fedele al compito di amministratore di denaro pubblico, senza che entrambe ne abbiano titolo. Questi, essendo perpetrati all’interno di un ente pubblico, sono reati gravissimi che vanno dal peculato alla truffa ad atti ancor più gravi.
E’ ORA DI FINIRLA.
Come se non bastasse, dopo aver denunciato tutte le nefandezze del caso, il protagonista di questa vicenda, non solo non viene premiato come sarebbe lecito aspettarsi in un paese civile per le denunce da lui fatte a tutela del patrimonio pubblico, ma viene convocato dal capo Dipartimento Serv. 12° del Comitato Centrale della Croce Rossa che gli paventa prima il trasferimento e poi il congedo. La beffa continua, perché dopo la denuncia di questi fatti dalle pagine del blog www.stefanosalvi.it, ecco che gli stessi vertici che prima volevano licenziarlo, gli propongono invece una promozione, a patto che, naturalmente, il maresciallo si metta tranquillo. Questa è la dimostrazione che tutto ciò che è stato detto dal maresciallo Lo Zito non solo è vero, ma conferma la gestione quantomeno anomala e comunque di malaffare dell’intero sistema Croce Rossa. A conferma di tutto ciò, come da dichiarazione firmata del maresciallo Lo Zito, il capo di gabinetto del Ministro della Difesa La Russa, dott. Pedri, dice testualmente “Caro Maresciallo, ma questa Signora è la sorella di Gianni Letta, sa chi è Gianni Letta?Qui si rischia di farci del male entrambi e non mi azzardo minimamente a farmi del male. Ora facciamo così e poi vediamo” alludendo alla promozione appena comunicata al maresciallo. VOGLIAMO riappropriarci del bene pubblico, dei nostri soldi, del nostro Potere, vogliamo rimandare a casa tutte quelle persone che, in nome dello Stato, pensano solo ai loro interessi economici, a quelli dei loro amici, a quelli degli amici degli amici.
E’ ORA DI FINIRLA.
Ultima ciliegina sulla torta, è stato rinviato a giudizio per truffa e peculato il dirigente della Croce Rossa – caso che ho segnalato nella video-inchiesta segnalata sul blog - che avrebbe collezionato un anno di assenze dal proprio lavoro e viaggiato con la macchina di servizio della Croce Rossa dell’Aquila.
AUSPICO l’immediato intervento della Magistratura appartenente a tutte quelle Procure ove si siano perpetrati reati analoghi (vedasi tutte le segnalazioni pervenute sul blog www.stefanosalvi.it nei COMMENTI). Altresì PRETENDO che tutti quei Parlamentari che non vogliono mischiarsi col solito banditismo di bandiera, diano energici segnali di vita con mozioni, interrogazioni, commissioni, al fine di scoperchiare definitivamente questo centro di potere assolutamente non occulto che, anziché fare esclusivamente del bene agli altri, troppo spesso si dedica al bene dei propri interessi”.

Maria Teresa Letta e la Croce Rossa - 5

Nella quinta puntata della video-inchiesta sulla Croce Rossa abruzzese condotta da Stefano Salvi, il Maresciallo della Croce Rossa italiana Vincenzo Lo Zito denuncia le pressioni che gli vengono fatte, la lettera di trasferimento, la ritirata di presunti paladini dell’informazione come Striscia la Notizia e Le Iene di fronte al suo caso.:
“Il maresciallo Lo Zito è considerato un personaggio scomodo ”
- si lamenta Stefano Salvi -
“sarà scomodo per chi fa intrallazzi. Magari ci fossero dieci, cento, mille persone come lui. Finora ha fatto solo il suo lavoro e, con documenti alla mano, ha denunciato gli illeciti che ha rilevato durante il servizio. Maria Teresa Letta chiede che il maresciallo Lo Zito “sia sollevato dall’incarico amministrativo e dalla qualifica specifica, visto il forte disagio che sta procurando al Comitato Regionale Abruzzo”. Forte disagio? A segnalare illeciti amministrativi si creano forti disagi e la punizione è quella di essere trasferiti? Ma dove è finita la libertà?”
Ho denunciato gli illeciti che ho riscontrato – sottolinea il Maresciallo Lo Zito - alla Procura, alla Corte dei Conti, alla Guardia di Finanza. Aspetto fiducioso un riscontro. Ho fatto presente il caso anche alla Iene e a Striscia la Notizia. Max Laudadio di Striscia la notizia, si era interessato alla vicenda e mi aveva anche chiesto la documentazione, avevamo già concordato tutto perché venisse a fare il servizio. Al momento delle riprese ho solo detto che stava per arrivare Maria TeresaLetta e lui e la troupe hanno detto: “Come la Letta? La sorella di Gianni Letta? La zia di Enrico Letta?” “Si”, ho risposto io ingenuamente. Mi hanno detto: “Allora, è meglio che ci risentiamo”. Era il marzo 2007. Hanno fatto la stessa fine degli ispettori. Stessa sorte mi è toccata per la redazione delle Iene: dopo aver mandato tutti i documenti del caso a Giulio Golia, non ho più avuto notizie.
“Ci siamo stufati di queste schifezze – continua Stefano Salvi - la Croce Rossa siamo noi. E’ ora di far luce su questi illeciti. Non mi aspetto che ne diano notizia né Striscia la notizia né le Iene. Striscia non ha voluto occuparsi del caso Ford, né del caso del professor Huscher. Io ho scelto di svolgere entrambe le inchieste dalle pagine del mio blog. E ancora prima, Antonio Ricci ha preferito il silenzio sul caso di Gianstefano Frigerio e sugli Amx: io sono finito fuori da Striscia, ma ho scelto di informare la gente su entrambe le vicende. Non mi meraviglio più della Stampa italiana, ma mi indigna profondamente che si finge paladino della libera informazione senza il merito di esserlo. E’ ora che la magistratura, la Corte dei Conti e la Guardia di Finanza aprano un’indagine anche su questa inchiesta della Croce Rossa. Da cittadino chiedo che le sedi della Croce Rossa siano amministrate in modo limpido, che non venga buttato via neanche un centesimo dei soldi dei contribuenti, che il denaro sia utilizzato per l’intervento del 118 e per la cura immediata dei malati e per nient’altro”.

Maria Teresa Letta e la Croce Rossa - 4

Nella quarta puntata della video-inchiesta sulla Croce Rossa abruzzese condotta da Stefano Salvi, il Maresciallo della Croce Rossa italiana Vincenzo Lo Zito denuncia l’evidente irregolarità dell’unica ispezione che avrebbe dovuto fare chiarezza sulla situazione:
“Oltre ad avere denunciato i fatti in tutte le sedi opportune, ho chiesto alla sede della Croce Rossa di Roma che venisse svolta anche un’ispezione. Nel frattempo, al posto del direttore regionale Sorride, è stata mandata dalla sede centrale un’altra direttrice. Finalmente, un giorno sono arrivati gli ispettori nella sede di L’Aquila. Il responsabile dei revisori dei conti che ha effettuato il controllo si è reso subito conto delle gravissime irregolarità che erano state commesse. La presidentessa del Comitato regionale risultava, in base alle firme da lei apposte, anche direttrice amministrativa della sede di Avezzano, come se si fosse auto-nominata dipendente con incarichi amministrativi della Croce Rossa. O sei una carica politica o sei un dipendente. Invece, nella fattispecie, si riscontrava in maniera evidente un conflitto di interessi enorme. Maria Teresa Letta ha invitato a pranzo gli ispettori e ha lasciato me e la nuova direttrice, dottoressa Maria Rita Solvetti, negli uffici. Al ritorno dal pranzo, gli ispettori sono rientrati con un atteggiamento completamente cambiato, hanno detto che dovevano immediatamente andare via e che sarebbero tornati il giorno successivo. L’ispezione è stata fatta il 14 marzo 2008. Più visti, né sentiti”.
La domanda - scomoda - di Stefano Salvi nasce spontanea: “E’ successa una cosa gravissima: é bastato un pranzo con Maria Teresa Letta per indurre questi massimi rappresentanti dell’organo di controllo dell’amministrazione pubblica a non interessarsi più alle vicende che, loro stessi, davanti a testimoni, avevano prima del pranzo definito gravissime irregolarità?”.

Maria Teresa Letta e la Croce Rossa - 3

Nella terza puntata della video-inchiesta sulla Croce Rossa abruzzese condotta da Stefano Salvi continua il racconto del Maresciallo della Croce Rossa italiana Vincenzo Lo Zito:
“Ho scoperto – dichiara il maresciallo Lo Zito – che la carta intestata della Croce Rossa utilizzata dalla professoressa Letta presentava una evidente anomalia: l’intestazione era quella della sede regionale di L’Aquila, ma il numero di fax era quello della sede di Avezzano, presso i cui uffici la professoressa Letta passava molto tempo, anche se, in qualità di presidente regionale, la sua sede di lavoro sarebbe quella a L’Aquila.
In questo modo, il direttore regionale ed io non avevamo a disposizione la completa ed effettiva documentazione amministrativa e contabile, né avevano alcun controllo sull’amministrazione della Croce Rossa regionale abruzzese. Il direttore regionale, dopo aver scritto alla professoressa Letta di lasciarci lavorare, mi ha addirittura dato ordine di far cambiare le serrature, così che la presidentessa Letta non potesse più entrare arbitrariamente negli uffici amministrativi. Ma la professoressa Letta, approfittando della momentanea assenza mia e del direttore per impegni vari, si è fatta dare le chiavi delle nuove serrature da un dipendente e ha ricominciato ad appropriarsi della documentazione amministrativa.
Stefano Salvi si rivolge direttamente alla professoressa Letta: “Lei è un rappresentante politico, faccia quello. E si ricordi che non è un funzionario amministrativo, né un pubblico ufficiale”.