lunedì 17 maggio 2010

C.R.I.: ORMAI NON CI SONO PIù LIMITI ALL’INDECENZA!!!

Nella mattinata del 13 maggio c.a., si è svolto, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il previsto tentativo preventivo di conciliazione chiesto ed ottenuto da questo O.S., per la mancanza di risposte in merito a:
  1. mancato avvio procedure stabilizzazione personale a tempo determinato;

  2. mancanza di un piano di riordino della C.R.I. e contro il tentativo di privatizzazione dell’Ente Pubblico;

  3. il rispetto delle norme di sicurezza e l’applicazione del T.U. sulla sicurezza (81/2008);

  4. il rispetto di tutte le regole e le norme sindacali.

Ebbene, a fronte della presenza di questa O.S., del rappresentante del Ministero della Salute (Dott. Salvatore Aglione), del rappresentante del Dipartimento della Funzione Pubblica (Dott. Vincenzo Macaluso) e dello stesso Ministero del Lavoro, la Croce Rossa Italiana ha ritenuto di non dover inviare nessun rappresentante!!

Questo vergognoso comportamento, ribadisce, se ce ne fosse ancora bisogno, l’assoluta mancanza di rispetto per i lavoratori (in particolar modo per quelli precari), per le OO.SS. e per le Istituzioni presenti all’incontro che hanno stigmatizzato, al pari di R.d.B. P.I., l’assenza della C.R.I.

Questo la dice lunga sulla volontà, da noi sempre e comunque denunciata, di questa Amministrazione di procedere alla legittima stabilizzazione del personale a tempo determinato e di porre in essere un piano di riordino, serio e concreto, che abbia come priorità il mantenimento della natura pubblica della C.R.I., il coinvolgimento di tutte le parti sociali e che preveda (anche attraverso un graduale assorbimento del personale a tempo determinato) un consolidamento e/o ampliamento della pianta organica della C.R.I.

Da anni, infatti, la Croce Rossa Italiana si regge e si fa conoscere ed apprezzare in Italia per i servizi che rende grazie al personale precario, che rappresenta ormai la quasi totalità del personale civile in servizio. Basti pensare a servizi come il 118, il C.E.M. , ai C.I.E. e ad altri in regime di convenzione.

Da anni C.R.I. non affronta e non dimostra alcuna volontà politica per risolvere il problema della stabilizzazione del proprio precariato, distinguendosi negativamente rispetto alle altre amministrazioni dello stato che, invece, hanno avviato e persino completato la trasformazione a tempo indeterminato dei proprio personale con contratti a termine.

Da anni C.R.I. tergiversa, proroga e non conclude, ma, alza le spalle e gli occhi al cielo sperando che qualcuno intervenga per lei (notoriamente questa Amministrazione spera che siano le Regioni a “togliergli le castagne dal fuoco”).

Da anni tante promesse, tanti “vedremo” e tanti “ci stiamo impegnando“, ma niente di certo e tangibile.

NOI ABBIAMO SEMPRE CREDUTO CHE CIÒ NON BASTASSE E CHE FOSSE TUTTO “UN PRENDER TEMPO” E SIAMO PIÙ CHE MAI CONVINTI A RIPRENDERE UNA MOBILITAZIONE FORTE ED INCISIVA!

Negli ultimi mesi abbiamo dovuto prendere parte a tavoli sul precariato che sembravano più un elenco di “non posso fare” e “non so fare”, che costruttivi momenti di soluzione delle molteplici situazioni di precariato, sparse sui territori e per le quali non solo non si vede l’alba di un nuovo giorno, ma il più delle volte solo un triste e assurdo tramonto; solo per elencarne alcune:

In Puglia: i numerosi lavoratori del 118 di Bari rischiano di essere licenziati perché la A.S.L. ritiene che, non avendo contratto firmato da diversi anni per negligenza della C.R.I., non possono essere internalizzati dalla stessa; se questo succedesse, per un diabolico effetto domino, anche i lavoratori di Foggia, a loro temporaneamente “appoggiati”, terminato l’avanzo di bilancio a loro destinato dal Comitato Centrale, si vedrebbero recapitare le lettere di licenziamento. A questa emergenza, il Direttore Regionale Chambeyront, dopo aver snocciolato diverse idee da proporre alla nuova giunta regionale, sicuramente andate in porto (a suo dire), dichiara, durante un incontro alla presenza del Direttore Generale Ravaioli e di tutte le OO.SS. che: «purtroppo la Regione mi ha sbattuto le porte in faccia perché non porto voti, tanto lo sapete che è così che funziona!». Tutto ciò non è solo inettitudine, ma è soprattutto arrogante protervia. La situazione è di stallo e di forte incertezza.

In Piemonte è stata firmata la proroga contrattuale per i lavoratori del 118, ma le date di scadenza dei contratti, sono diversificate da città a città. Siamo riusciti a far inserire nel nuovo contratto il comma 367, a tutela dei requisiti per il percorso di stabilizzazione di tutti i lavoratori, ipotizzando che la Direzione lo voglia portare a termine. Contro il volere del Ministero degli Interni,all’ interno dei CIE, vengono utilizzati lavoratori interinali, che gravano sul bilancio per un 30% in più.

In Lombardia il termine delle convenzioni è ad un mese da oggi, eventualmente prorogabile fino a dicembre, ma anche qui viene utilizzato personale interinale, che sappiamo essere meno professionalizzato. Lo stesso personale è stato assunto anche per la Fiera. Nel contempo,a Milano sono presenti numerosissimi volontari del soccorso, ulteriore segnale del processo di privatizzazione in corso, che metterà a rischio tutele e diritti anche del personale a tempo indeterminato.

ALTRE REALTÀ DELLA C.R.I. MOLTO CRITICHE SONO PRESENTI SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE!!!

Ricordiamo Umbria, Campania, Sicilia, ogni volta un elenco di buone intenzioni, nella migliore delle ipotesi di proroghe dello stato di precarietà, di misure tampone, ancora speranze di altre convenzioni !

Dal Commissario Straordinario, nessun piano di riordino serio e di crescita delle funzioni e competenze della C.R.I., ma un lento e sotterraneo processo di frantumazione e privatizzazione della gestione dell’ Ente, dei suoi comitati territoriali, in virtù di un ruolo delle componenti volontaristiche predominanti…….

Un ruolo a parte sembra averlo il Lazio: è stata persa la convenzione del C.I.E. di Ponte Galeria, di cui si attende l’esito del ricorso, e i lavoratori sono stati ricollocati tra il C.A.R.A., C.O.S.P. e il C.E.M. Quest’ultimo, unico centro di eccellenza per gravi disabili rimasto in tutta Italia che, dopo la chiusura di quello campano, ne ha assorbito l’utenza pur essendo in eterna carenza di organico.

I lavoratori vivono in una condizione di stress psico-fisico drammatica, che male si sposa con il tipo di mansioni da loro svolte. I loro contratti legati a convenzione, in perenne proroga, non vengono firmati dagli stessi da decenni.

Inoltre, non vengono rispettate le più comuni norme di sicurezza, al punto tale che un’ala del Comitato Provinciale, (occupata in parte anche dagli utenti del C.E.M. stesso e dai rispettivi operatori) sembra essere inagibile e al limite del collasso strutturale!

Nel frattempo il Commissario Provinciale si accorda con la Dirigenza per coprire il disavanzo del Comitato che assicurerebbe ai lavoratori l’accreditamento fino al 2011; ci domandiamo: dopo questa data, ci sarà una Istituzionalizzazione del servizio C.E.M. o i lavoratori più verosimilmente andranno a casa?

Poi ci sono i lavoratori ex-A.R.E.S. in attesa di conoscere il loro destino e di ottenere un contratto conforme alla legge che gli restituisca dignità e pari diritti, diritti negati da quegli “inciuci” perpetrati dalla precedente Amministrazione Provinciale di Roma

La Dirigenza C.R.I. sembra solo preoccupata di “non disturbare il manovratore”, di “nascondere l’evidenza” e di “chiedere senza troppa convinzione”. Infatti nel monitoraggio Brunetta dei precari nelle Pubbliche Amministrazioni, la stessa Dirigenza ha occultato volutamente la gravità del fenomeno, dichiarando di non avere precari da stabilizzare, non firmando documenti che rilancino con forza la problematica, chiedendo deroghe e procedure speciali, non chiedendo un tavolo tecnico Interministeriale che valuti e costringa tutti quelli che si avvalgono dei servizi C.R.I. a fare la propria parte.

Vorremmo tanto credere anche noi alle sirene di altre O.S. che pur di non attaccare la gestione di questa Amministrazione C.R.I., collaborano a illudere i lavoratori precari facendogli credere che sia sufficiente aprile dei tavoli per risolvere il problema della stabilizzazione. Vorremmo tanto illuderci anche noi, ma ogni volta la montagna partorisce un topolino e la C.R.I. diventa sinonimo di Ente che fa del bene a tutti tranne che ai precari e ai lavoratori che la fanno funzionare!

Mobilitiamoci e non facciamoci relegare nel silenzio compiacente della C.R.I. e di alcune O.S.!

Proponiamo una giornata nazionale di mobilitazione dei lavoratori della C.R.I. a Giugno

nell’ambito della “Staffetta” dei Precari del Pubblico Impiego, la settimana di mobilitazione contro la precarietà del lavoro, in concomitanza con la pubblicazione del Documento di Programmazione Economica che definisce i contenuti della prossima Finanziaria.

NOI SIAMO PRONTI A TUTTE LE FORME DI LOTTA E INVITIAMO TUTTI I LAVORATORI E TUTTE QUELLE PARTI SOCIALI CHE CONDIVIDONO QUESTO PERCORSO…… CI SARÀ QUALCUNO CHE AVRÀ UNA REALE VOLONTÀ E CONVINZIONE DI SEGUIRCI?

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