martedì 2 novembre 2010

Batti il precario finché è caldo

prekariatdi Alessandro Villari.

La sera del 19 ottobre, dopo appena due giorni di discussione, la Camera ha approvato senza ulteriori modifiche il famigerato “collegato lavoro”, aka ddl 1167, aka ddl 1441 (a seconda del ramo del Parlamento). Il disegno di legge conclude quindi definitivamente la sua lunga gestazione con la firma, stavolta obbligatoria, del Presidente della Repubblica, ed entrerà in vigore a stretto giro.
Curiosamente, nessun quotidiano in questi giorni dedica spazio alla questione, che pure è destinata ad avere molti più effetti per molti più italiani rispetto al Lodo Alfano che imperversa su TV e giornali. Quali effetti? Vediamoli.

Certificazione dei contratti e clausole arbitrali

È rafforzata la pratica, già prevista dalla “Legge Biagi” ma fino a oggi pressoché inutilizzata, della certificazione dei contratti. In pratica le parti possono chiedere che una commissione appositamente istituita accerti, anche preventivamente, che il contenuto del contratto di lavoro corrisponda alla reale natura del rapporto, con l’accordo del datore di lavoro e del lavoratore. Quanto il lavoratore sia davvero spontaneamente d’accordo e non invece costretto dalla necessità di ottenere o mantenere il lavoro, non c’è bisogno di spiegarlo. L’organizzazione di queste commissioni non a caso è affidata alla potente lobby dei consulenti del lavoro, che avrà “le funzioni di coordinamento e vigilanza per gli aspetti organizzativi”: le volpi che controllano l’organizzazione dei pollai.
Ma non solo: possono essere certificate allo stesso modo anche le clausole arbitrali che le parti (anche qui leggi: il datore di lavoro) potranno chiedere di inserire nel contratto alla fine del periodo di prova o, in mancanza di prova, dopo 30 giorni dall’inizio del rapporto. Le clausole arbitrali consistono nell’impegno vincolante delle parti (qui leggi: del lavoratore) a rinunziare preventivamente a rivolgersi al Tribunale per eventuali controversie legate al rapporto di lavoro. Per salvaguardare i propri diritti, una volta violati, i lavoratori dovranno così recarsi da arbitri privati e non da giudici, con diverse conseguenze tutte a loro svantaggio: costi più alti e da anticipare almeno in parte, minori garanzie processuali, soprattutto la possibilità per gli arbitri di decidere sulla controversia “secondo equità”, e quindi anche in deroga alla legge e ai contratti collettivi.
Se non altro, la legge prevede che la clausola compromissoria non possa riguardare controversie relative alla risoluzione del contratto di lavoro. È sventata quindi, per questa volta, ogni minaccia per l’art. 18 dello Statuto: segno che le proteste della scorsa primavera sono servite a qualcosa.
Di sicuro però vive su un altro pianeta (il pianeta Confindustria forse) il segretario della CISL Bonanni il quale ha dichiarato che le clausole compromissorie vanno bene, dal momento che anche i lavoratori possono scegliere se accettarle o no. Come se fosse una “scelta” quella fatta con la pistola alla testa!

Più precari per legge

La nuova legge introduce per i casi di licenziamento un nuovo onere per il licenziato: non basta più impugnare il licenziamento entro 60 giorni, ma occorre anche che nei nove mesi successivi venga depositato in Tribunale il ricorso. Fin qui, tutto sommato, nulla di tragico.
La tragedia colpisce invece tutti i tipi di precari: a termine, “interinali” (tecnicamente: in somministrazione), a progetto, ecc.. Se vogliono impugnare il loro contratto per ottenere l’assunzione in pianta stabile, infatti, devono decidersi a farlo entro i 60 giorni successivi alla cessazione del rapporto.
È fin troppo facile immaginarsi i dubbi amletici di chi vive sotto il ricatto perenne del rinnovo: “Se impugno il contratto non me lo rinnovano più, ma se poi non lo rinnovano lo stesso e intanto non posso più impugnarlo?”
Attenzione! La norma entra in vigore subito per tutti, si applica ai contratti in corso e perfino a quelli già scaduti (in questo caso i 60 giorni partono dall’entrata in vigore della legge).
Non solo: le stesse decadenze, con analoghe conseguenze precarizzanti, si applicano anche per il caso di trasferimento (da impugnarsi entro 60 giorni dalla comunicazione del trasferimento stesso), di cessione d’azienda (60 giorni dal trasferimento), di appalti simulati (l’enorme galassia delle cooperative).
La ciliegina sulla torta è la norma che prevede, anche nel caso fortunato che un lavoratore riesca a ottenere la trasformazione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato, un tetto al risarcimento massimo che il datore di lavoro può essere condannato a pagare. A prescindere da quanto tempo il lavoratore sia rimasto disoccupato per colpa del comportamento illegittimo del padrone, il risarcimento massimo sarà di dodici mesi di stipendio. La glassa sopra la ciliegina è che quest’ultima norma si applica pure alle cause in corso.

E adesso?

Fa specie che l’approvazione del disegno di legge sia rimasta praticamente sotto silenzio, mentre l’attenzione pubblica è distratta da specchietti per le allodole come il Lodo Alfano (vero, il Lodo Alfano è una porcheria, ma le priorità sono decisamente altre).
La prima necessità è che chi viene colpito dalla controriforma – tutti i lavoratori, e in particolar modo quelli precari – conosca la situazione: è indispensabile creare e diffondere informazione, con qualsiasi mezzo, da un lato per poter far valere i propri diritti in via individuale, dall’altro per poter organizzare una lotta efficace.
Una lotta efficace, all’altezza della violenza con cui il padronato cerca di sottrarci i diritti, non potrà passare per la Corte Costituzionale, come già sembra chiedere il Partito Democratico. La Corte Costituzionale (che interverrà comunque sicuramente a prescindere da ogni mobilitazione) potrà limare alcuni aspetti particolarmente stridenti, ma di sicuro non potrà modificare l’impianto sostanziale della legge: è bene sin d’ora non riporre alcuna speranza nei giudici né in alcun altro deus ex machina.
Soltanto la mobilitazione dei lavoratori, stabili e precari, può cambiare i rapporti di forza tra le classi, specialmente se saprà collegarsi alle lotte degli studenti (i precari di oggi e di domani) e soprattutto inserirsi nel percorso avviato dalla FIOM e dai tanti lavoratori in piazza lo scorso 16 ottobre: lo sciopero generale già annunciato acquista ulteriore importanza e dovrà essere soltanto il primo passo.

[Alessandro Villari è avvocato del lavoro a Milano. Ha un suo sito web, Avvocatolaser, da cui è stato tratto, con qualche modifica da parte dell'autore, il presente intervento].

Fonte: http://www.carmillaonline.com/archives/2010/10/003664.html.

venerdì 29 ottobre 2010

Il maresciallo Lo Zito al NO Berlusconi day 2.



Vincenzo Lo Zito al NO Berlusconi day 2 spiega le conseguenze che subisce per aver denunciato le irregolarità che la prof. Maria Teresa Letta (sorella di Gianni Letta) commette nella gestione dei fondi della Croce Rossa Abbruzzo.

mercoledì 21 luglio 2010

Le OO.SS. "sfiduciano" l’Amministrazione della C.R.I.

www.cri.rdbcub.itLe Organizzazioni Sindacali della Croce Rossa Italiana (CGIL, UIL, CISAL/FIALP, USB e SINADI) stufe delle continua mancanza di rispetto verso le relazioni sindacali e i lavoratori (precari e di ruolo) dell’Ente Pubblico C.R.I., che rischiano di compromettere seriamente i servizi pubblici essenziali forniti dalla stessa Croce Rossa (118, assistenza ai gravi disabili, trasposto infermi, assistenza ai migranti, etc.), denunciano la totale assenza dell’Amministrazione la quale non ha mai fornito, alle stesse parti sociali, obiettivi chiari e percorribili tali da consentire la realizzazione della necessaria progettualità volta a garantire la continuità dei servizi erogati su tutto il territorio nazionale.


Ritengono che il Commissario Straordinario Francesco Rocca e il Direttore Generale Patrizia Ravaioli, debbano finalmente assumersi le responsabilità derivanti dal ruolo che ricoprono, avendo pieno rispetto delle relazioni sindacali e dei lavoratori.

Se questo non avvenisse in tempi brevissimi, si andrebbe inesorabilmente incontro al collasso dei servizi con conseguente presa di responsabilità da parte dei Vertici della C.R.I.

Le sottoscritte OO.SS. al fine di tutelare la natura dei servizi erogati e nel pieno rispetto delle esigenze dell’utenza che si rivolge alla C.R.I. per ottenere assistenza socio-sanitaria, allerteranno i Prefetti laddove si ritenga necessario.

In data odierna le OO.SS. al tavolo nazionale hanno appreso che nella sede del Comitato Regionale Piemonte è in corso un presidio autorizzato da parte dei lavoratori precari perché minacciati di licenziamento pur essendo adibiti ad servizi essenziali svolti per la C.R.I. in quanto ausiliaria dei poteri pubblici.

La Dirigenza, per tutta risposta, ha fatto intervenire la Polizia!!

CGIL - UIL - CISAL/FIALP - USB - SINADI

www.cri.rdbcub.it

lunedì 14 giugno 2010

14 GIUGNO SCIOPERO GENERALE DEL PUBBLICO IMPIEGO INTERA GIORNATA CON MANIFESTAZIONI A ROMA,MILANO E NAPOLI

A Roma il corteo partirà alle ore 9.30 da Piazza della Repubblica per arrivare a Piazza Barberini.

A Milano, corteo in partenza da Largo Cairoli alle ore 9.30, arrivo a Piazzale Cordusio; una delegazione si sposterà sotto la Borsa.

A Napoli la partenza è da Piazza Mancini, sempre alle ore 9.30, con arrivo alla Prefettura di Piazza Plebiscito Piazza del Plebiscito Piazza del Plebiscito dove si terrà un sit-in.

MANIFESTAZIONE A ROMA – PIAZZA REPUBBLICA ORE 9,30 ANCHE PER TOSCANA, UMBRIA, MARCHE, ABRUZZO

MANIFESTAZIONE A MILANO – LARGO CAIROLI ORE 9,30 ANCHE PER PIEMONTE, FRIULI, LIGURIA, EMILIA-ROMAGNA, VENETO

MANIFESTAZIONE A NAPOLI – PIAZZA MANCINI ORE 9,30 ANCHE PER PUGLIA, CALABRIA, BASILICATA, SICILIA

14 GIUGNO SCIOPERO GENERALE DEL PUBBLICO IMPIEGO

RDB-USB P.I., BASTA SACRIFICI. I LAVORATORI NE HANNO FATTI FIN TROPPI

lunedì 17 maggio 2010

C.R.I.: ORMAI NON CI SONO PIù LIMITI ALL’INDECENZA!!!

Nella mattinata del 13 maggio c.a., si è svolto, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il previsto tentativo preventivo di conciliazione chiesto ed ottenuto da questo O.S., per la mancanza di risposte in merito a:
  1. mancato avvio procedure stabilizzazione personale a tempo determinato;

  2. mancanza di un piano di riordino della C.R.I. e contro il tentativo di privatizzazione dell’Ente Pubblico;

  3. il rispetto delle norme di sicurezza e l’applicazione del T.U. sulla sicurezza (81/2008);

  4. il rispetto di tutte le regole e le norme sindacali.

Ebbene, a fronte della presenza di questa O.S., del rappresentante del Ministero della Salute (Dott. Salvatore Aglione), del rappresentante del Dipartimento della Funzione Pubblica (Dott. Vincenzo Macaluso) e dello stesso Ministero del Lavoro, la Croce Rossa Italiana ha ritenuto di non dover inviare nessun rappresentante!!

Questo vergognoso comportamento, ribadisce, se ce ne fosse ancora bisogno, l’assoluta mancanza di rispetto per i lavoratori (in particolar modo per quelli precari), per le OO.SS. e per le Istituzioni presenti all’incontro che hanno stigmatizzato, al pari di R.d.B. P.I., l’assenza della C.R.I.

Questo la dice lunga sulla volontà, da noi sempre e comunque denunciata, di questa Amministrazione di procedere alla legittima stabilizzazione del personale a tempo determinato e di porre in essere un piano di riordino, serio e concreto, che abbia come priorità il mantenimento della natura pubblica della C.R.I., il coinvolgimento di tutte le parti sociali e che preveda (anche attraverso un graduale assorbimento del personale a tempo determinato) un consolidamento e/o ampliamento della pianta organica della C.R.I.

Da anni, infatti, la Croce Rossa Italiana si regge e si fa conoscere ed apprezzare in Italia per i servizi che rende grazie al personale precario, che rappresenta ormai la quasi totalità del personale civile in servizio. Basti pensare a servizi come il 118, il C.E.M. , ai C.I.E. e ad altri in regime di convenzione.

Da anni C.R.I. non affronta e non dimostra alcuna volontà politica per risolvere il problema della stabilizzazione del proprio precariato, distinguendosi negativamente rispetto alle altre amministrazioni dello stato che, invece, hanno avviato e persino completato la trasformazione a tempo indeterminato dei proprio personale con contratti a termine.

Da anni C.R.I. tergiversa, proroga e non conclude, ma, alza le spalle e gli occhi al cielo sperando che qualcuno intervenga per lei (notoriamente questa Amministrazione spera che siano le Regioni a “togliergli le castagne dal fuoco”).

Da anni tante promesse, tanti “vedremo” e tanti “ci stiamo impegnando“, ma niente di certo e tangibile.

NOI ABBIAMO SEMPRE CREDUTO CHE CIÒ NON BASTASSE E CHE FOSSE TUTTO “UN PRENDER TEMPO” E SIAMO PIÙ CHE MAI CONVINTI A RIPRENDERE UNA MOBILITAZIONE FORTE ED INCISIVA!

Negli ultimi mesi abbiamo dovuto prendere parte a tavoli sul precariato che sembravano più un elenco di “non posso fare” e “non so fare”, che costruttivi momenti di soluzione delle molteplici situazioni di precariato, sparse sui territori e per le quali non solo non si vede l’alba di un nuovo giorno, ma il più delle volte solo un triste e assurdo tramonto; solo per elencarne alcune:

In Puglia: i numerosi lavoratori del 118 di Bari rischiano di essere licenziati perché la A.S.L. ritiene che, non avendo contratto firmato da diversi anni per negligenza della C.R.I., non possono essere internalizzati dalla stessa; se questo succedesse, per un diabolico effetto domino, anche i lavoratori di Foggia, a loro temporaneamente “appoggiati”, terminato l’avanzo di bilancio a loro destinato dal Comitato Centrale, si vedrebbero recapitare le lettere di licenziamento. A questa emergenza, il Direttore Regionale Chambeyront, dopo aver snocciolato diverse idee da proporre alla nuova giunta regionale, sicuramente andate in porto (a suo dire), dichiara, durante un incontro alla presenza del Direttore Generale Ravaioli e di tutte le OO.SS. che: «purtroppo la Regione mi ha sbattuto le porte in faccia perché non porto voti, tanto lo sapete che è così che funziona!». Tutto ciò non è solo inettitudine, ma è soprattutto arrogante protervia. La situazione è di stallo e di forte incertezza.

In Piemonte è stata firmata la proroga contrattuale per i lavoratori del 118, ma le date di scadenza dei contratti, sono diversificate da città a città. Siamo riusciti a far inserire nel nuovo contratto il comma 367, a tutela dei requisiti per il percorso di stabilizzazione di tutti i lavoratori, ipotizzando che la Direzione lo voglia portare a termine. Contro il volere del Ministero degli Interni,all’ interno dei CIE, vengono utilizzati lavoratori interinali, che gravano sul bilancio per un 30% in più.

In Lombardia il termine delle convenzioni è ad un mese da oggi, eventualmente prorogabile fino a dicembre, ma anche qui viene utilizzato personale interinale, che sappiamo essere meno professionalizzato. Lo stesso personale è stato assunto anche per la Fiera. Nel contempo,a Milano sono presenti numerosissimi volontari del soccorso, ulteriore segnale del processo di privatizzazione in corso, che metterà a rischio tutele e diritti anche del personale a tempo indeterminato.

ALTRE REALTÀ DELLA C.R.I. MOLTO CRITICHE SONO PRESENTI SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE!!!

Ricordiamo Umbria, Campania, Sicilia, ogni volta un elenco di buone intenzioni, nella migliore delle ipotesi di proroghe dello stato di precarietà, di misure tampone, ancora speranze di altre convenzioni !

Dal Commissario Straordinario, nessun piano di riordino serio e di crescita delle funzioni e competenze della C.R.I., ma un lento e sotterraneo processo di frantumazione e privatizzazione della gestione dell’ Ente, dei suoi comitati territoriali, in virtù di un ruolo delle componenti volontaristiche predominanti…….

Un ruolo a parte sembra averlo il Lazio: è stata persa la convenzione del C.I.E. di Ponte Galeria, di cui si attende l’esito del ricorso, e i lavoratori sono stati ricollocati tra il C.A.R.A., C.O.S.P. e il C.E.M. Quest’ultimo, unico centro di eccellenza per gravi disabili rimasto in tutta Italia che, dopo la chiusura di quello campano, ne ha assorbito l’utenza pur essendo in eterna carenza di organico.

I lavoratori vivono in una condizione di stress psico-fisico drammatica, che male si sposa con il tipo di mansioni da loro svolte. I loro contratti legati a convenzione, in perenne proroga, non vengono firmati dagli stessi da decenni.

Inoltre, non vengono rispettate le più comuni norme di sicurezza, al punto tale che un’ala del Comitato Provinciale, (occupata in parte anche dagli utenti del C.E.M. stesso e dai rispettivi operatori) sembra essere inagibile e al limite del collasso strutturale!

Nel frattempo il Commissario Provinciale si accorda con la Dirigenza per coprire il disavanzo del Comitato che assicurerebbe ai lavoratori l’accreditamento fino al 2011; ci domandiamo: dopo questa data, ci sarà una Istituzionalizzazione del servizio C.E.M. o i lavoratori più verosimilmente andranno a casa?

Poi ci sono i lavoratori ex-A.R.E.S. in attesa di conoscere il loro destino e di ottenere un contratto conforme alla legge che gli restituisca dignità e pari diritti, diritti negati da quegli “inciuci” perpetrati dalla precedente Amministrazione Provinciale di Roma

La Dirigenza C.R.I. sembra solo preoccupata di “non disturbare il manovratore”, di “nascondere l’evidenza” e di “chiedere senza troppa convinzione”. Infatti nel monitoraggio Brunetta dei precari nelle Pubbliche Amministrazioni, la stessa Dirigenza ha occultato volutamente la gravità del fenomeno, dichiarando di non avere precari da stabilizzare, non firmando documenti che rilancino con forza la problematica, chiedendo deroghe e procedure speciali, non chiedendo un tavolo tecnico Interministeriale che valuti e costringa tutti quelli che si avvalgono dei servizi C.R.I. a fare la propria parte.

Vorremmo tanto credere anche noi alle sirene di altre O.S. che pur di non attaccare la gestione di questa Amministrazione C.R.I., collaborano a illudere i lavoratori precari facendogli credere che sia sufficiente aprile dei tavoli per risolvere il problema della stabilizzazione. Vorremmo tanto illuderci anche noi, ma ogni volta la montagna partorisce un topolino e la C.R.I. diventa sinonimo di Ente che fa del bene a tutti tranne che ai precari e ai lavoratori che la fanno funzionare!

Mobilitiamoci e non facciamoci relegare nel silenzio compiacente della C.R.I. e di alcune O.S.!

Proponiamo una giornata nazionale di mobilitazione dei lavoratori della C.R.I. a Giugno

nell’ambito della “Staffetta” dei Precari del Pubblico Impiego, la settimana di mobilitazione contro la precarietà del lavoro, in concomitanza con la pubblicazione del Documento di Programmazione Economica che definisce i contenuti della prossima Finanziaria.

NOI SIAMO PRONTI A TUTTE LE FORME DI LOTTA E INVITIAMO TUTTI I LAVORATORI E TUTTE QUELLE PARTI SOCIALI CHE CONDIVIDONO QUESTO PERCORSO…… CI SARÀ QUALCUNO CHE AVRÀ UNA REALE VOLONTÀ E CONVINZIONE DI SEGUIRCI?

00175 Roma Via dell'Aeroporto, 129 - tel. 06 762821 - fax 06 7628233 - www.rdbcub.it - federazione@rdbcub.it

lunedì 12 aprile 2010

L’Amministrazione della C.R.I. persevera nel diffondere menzogne

Non erano bastate le bugie del Commissario Straordinario della C.R.I. Avv. Francesco Rocca raccontate durante l’intervista del 31/03/2010, concessa all’emittente televisiva “La7”, dove sosteneva che negli ultimi anni la C.R.I. ha continuato ad assumere personale senza che questi sia passato attraverso un regolare Concorso Pubblico, che, nemmeno pochi giorni dopo, anche il Direttore Generale, Dott.ssa Patrizia Ravaioli, concedendo un’intervista al settimanale “A Anna” ha ribadito quanto falsamente dichiarato dal Commissario Rocca.

Che si voglia far credere che i precari della C.R.I. non hanno titolo alla stabilizzazione più volta ribadita da norme e leggi?

Che si voglia far passare per buono il monitoraggio del proprio personale precario, inviato nel marzo 2009 al Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione, compilato e sottoscritto dalla stessa Ravaioli in maniera del tutto fraudolenta?

È giunto il momento che l’Amministrazione della C.R.I. invece di abbaiare alla luna, se ne ha il coraggio e le prove, formuli accuse precise con nomi e cognomi di chi avrebbe assunto personale senza Concorso Pubblico.

Non è più tollerabile che si faccia passare il messaggio che tutto il personale della C.R.I. (soprattutto quello precario) sia stato assunto senza passare attraverso dei Concorsi Pubblici.

Sarà forse il “sistema clientelare” usato da questo Governo che trae in inganno i reggenti della C.R.I. di cui sono la palese espressione?

Per smentire le menzogne di questa Amministrazione, che cerca in tutti modi di togliersi dai piedi il maggior numero di lavoratori precari, questa O.S. organizzerà a giorni una Conferenza Stampa di cui, quanto prima, forniremo luogo e orario.

Nel frattempo, attendiamo smentite.


Roma, 11/04/2010

R.d.B. Pubblico Impiego C.R.I.
Massimiliano Gesmini

R.d.B. Pubblico Impiego - Rappresentanze Sindacali di Base

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giovedì 8 aprile 2010

ERRARE E’ UMANO.…PERSEVERARE E’ DIABOLICO!!!

COME TUTTI ORMAI SAPRETE NELLA GIORNATA DEL 22/03/2010 SI E’ CONSUMATA L’ENNESIMA BEFFA AI DANNI DEL PERSONALE A TEMPO DETERMINATO DELLA C.R.I.
CI SI ASPETTAVA, DOPO INNUMEREVOLI PRONUNCIAMENTI DEI VARI TRIBUNALI SPARSI PER L’ITALIA, CHE L’AMMINISTRAZIONE E LE ALTRE OO.SS. CHE HANNO FIRMATO IL PRECEDENTE C.C.I., CHE DI FATTO HA ESCLUSO IL PERSONALE A TEMPO DETERMINATO DAL PERCEPIMENTO DEL COMPENSO INCENTIVANTE, TENESSERO UN ATTEGGIAMENTO RESPONSABILE IMPRONTATO ALLA SOLIDARIETÀ E AL RISPETTO DEI PIÙ DEBOLI.
COSÌ NON È STATO; ABBIAMO ATTESO FINO AD OGGI PER VALUTARE LE RIPERCUSSIONI E LE REAZIONI DI QUESTA RINNOVATA “SPACCATURA”, DECIDENDO SERENAMENTE DI NON FARE NESSUNA IMMEDIATA VALUTAZIONE DI MERITO SU QUANTO ACCADUTO, LASCIANDO AI DIRETTI INTERESSATI (COLLEGHI PRECARI E DI RUOLO), OGNI CONSIDERAZIONE A QUESTA PREOCCUPANTE INVOLUZIONE DELLA SITUAZIONE DEL PRECARIATO IN C.R.I.
MALGRADO CIÒ, QUALCUNO SI È SENTITO IN DIRITTO DI CRITICARE (ANCHE CON ARGOMENTAZIONI AL LIMITE DEL RIDICOLO) CHI HA CERCATO DI COLMARE UN’INGIUSTIZIA E APPLICARE ALLA LETTERA I PRECETTI DEL C.C.N.L., COME HANNO FATTO R.d.B. E C.G.I.L.
A QUESTO PUNTO APPARE QUANTO MAI OPPORTUNO RISPONDERE A CHI USA DELLE ARMI SPUNTATE PER TENTARE UNA DIFESA, CHE AI PIÙ SMALIZIATI, RISULTA ESSERE GOFFA E PRIVA DI OGNI RAGIONAMENTO LOGICO.
SE È VERO CHE OGNI DECISIONE ASSUNTA AVREBBE CAUSATO MALCONTENTO NEI LAVORATORI, È ALTRETTANTO VERO CHE, AMMINISTRAZIONE C.R.I. E ALCUNE OO.SS., HANNO SCELTO LA STRADA PIÙ FACILE COLPENDO, PER LA SECONDA VOLTA CONSECUTIVA, UNA FASCIA NUTRITA DI LAVORATORI GIÀ SOCIALMENTE DEBOLI E COSTANTEMENTE SOTTOPOSTI A RICATTI E VESSAZIONI PALESANDO UN COMPORTAMENTO, SECONDO IL NOSTRO PARERE, ASSOLUTAMENTE IGNOBILE.
NOI AVREMMO VOLUTO SCEGLIERE, CONSAPEVOLMENTE, UN PERCORSO CHE AVREBBE COMPORTATO DEI SACRIFICI TEMPORANEI, MA CHE AVREBBE SICURAMENTE AVUTO L’EFFETTO DI “SVEGLIARE” LE COSCIENZE DEI LAVORATORI CHE QUALCUNO, AD ARTE, TIENE SOPITE PER NON OSTACOLARE CHI STA ATTUANDO UN PROGETTO DI SMANTELLAMENTO DELL’ENTE PUBBLICO C.R.I.
I SEGNALI CI SONO TUTTI; QUESTA AMMINISTRAZIONE, LA PEGGIORE DEGLI ULTIMI VENT’ANNI, È LA NATURALE ESPRESSIONE DI QUESTO GOVERNO E DELLE SUE LEGGI “AMMAZZALAVORATORI” CHE STA DEMOLENDO, AD UNO AD UNO, TUTTI QUEI DIRITTI FATICOSAMENTE CONQUISTATI DAI LAVORATORI CON LE LORO LOTTE E CON I LORO SACRIFICI.
PER OSTACOLARE QUESTO DISEGNO SCELLERATO È NECESSARIO ED INDISPENSABILE CHE TUTTI I LAVORATORI SI UNISCANO IN UN PROGETTO DI MUTUO SOLIDARISMO RICOMPATTANDO IL FRONTE CON L’INTENTO DI CONTRASTARE, ANCHE IN MANIERA DIROMPENTE, CHI CERCA DI DISGREGARE QUESTO ENTE PER MERI MOTIVI OPPORTUNISTICI.
QUESTO PROGETTO NON PUÒ NON VEDERE PROTAGONISTE TUTTE QUELLE PARTI SOCIALI CHE DEVONO PRENDERE COSCIENZA CHE I LAVORATORI PRECARI NON SONO AGNELLI SACRIFICALI DA OFFRIRE A QUESTA AMMINISTRAZIONE E AL SUO GOVERNO, MA SONO DONNE E UOMINI CON LA LORO STORIA CHE, CON IL LORO LAVORO COSTANTE E PROFESSIONALE, SONO DIVENUTI IL SALVACONDOTTO PER IL MANTENIMENTO DELLA NATURA PUBBLICA DI QUESTO ENTE.
ROMA, 6 APRILE 2010

R.d.B. PUBBLICO IMPIEGO C.R.I.
Massimiliano Gesmini


RAPPRESENTANZE SINDACALI DI BASE


Coordinamento Nazionale R.d.B. Pubblico Impiego C.R.I.
E-mail: info@cri.rdbcub.it - SITO: www.cri.rdbcub.it

martedì 6 aprile 2010

Beppe Grillo e Croce Rossa



Beppe Grillo parla della Croce Rossa

Comunicato stampa CRI LA7 02_04_2010

 

COMUNICATO STAMPA

 

“IL COMMISSARIO ROCCA E LA C.R.I. CONTINUANO A DIFFONDERE FALSITA'”

 

Durante l’intervista del 31/03/2010 concessa all’emittente televisiva “La7”, il Commissario Straordinario della Croce Rossa Italiana, Avv. Francesco Rocca, ha sostenuto che negli ultimi anni la C.R.I. ha continuato ad assumere personale senza che questi sia passato attraverso un regolare Concorso Pubblico.

Niente di più falso e denigratorio per i circa 2000 precari che operano, a vario titolo, all’interno dell’ente pubblico più in vista delle ultime settimane.

La storia sembra ripetersi: infatti nel marzo 2009 la C.R.I. nel predisporre il monitoraggio del proprio personale precario da inviare al Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione, l’attuale Direttore Generale, Dott.ssa Patrizia Ravaioli, certificò che nessun precario fu assunto a seguito di concorso pubblico!

La R.d.B. Pubblico Impiego chiede con forza che l’attuale Dirigenza della C.R.I. ripristini la verità sulla vergognosa vicenda dei propri precari, restituendo dignità a tutti quei lavoratori che si sono visti scippati di un loro diritto pretendendo, contestualmente, un serio impegno a trovare una soluzione politica che risolvi questa annosa vicenda.

     

Roma, 02/04/2010

                           

                                                                                    R.d.B. Pubblico Impiego C.R.I.

                                                                                           Massimiliano Gesmini

 

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RdB Pubblico Impiego - Rappresentanze Sindacali di Base

Via dell'Aeroporto, 129 - 00175 - tel. 06/762821 - Fax 06/7628233  - sito www.rdbcub.it - e.mail  info@pubblicoimpiego.rdbcub.it


sabato 13 febbraio 2010

NO BERTOLASO DAY: ANCHE RDB CRI IN PIAZZA IL 18 FEBBRAIO A ROMA

RDB CROCE ROSSA IN PIAZZA IL 18 FEBBRAIO A ROMA

Anche i lavoratori di Croce Rossa Italiana aderiscono al “No Bertolaso day” del prossimo 18 febbraio, partecipando alla manifestazione indetta dalla RdB contro la Protezione Civile S.P.A., in piazza di Monte Citorio alle ore 10.00, e all’assemblea pubblica organizzata all’Università La Sapienza dalla rete Osservatorio Civile, alle ore 15.30.

“Nel testo in discussione al Parlamento si prevede che la Croce Rossa venga sottoposta alla vigilanza del Dipartimento di protezione civile”, dichiara Massimiliano Gesmini, del Coordinamento nazionale RdB CRI. “E’ un aspetto che ci preoccupa fortemente, perché rappresenta un primo passo verso la privatizzazione anche dei servizi essenziali svolti da CRI, come l’emergenza, il primo soccorso, la cura dei disabili, con gli inevitabili riflessi negativi che si avrebbero sul lavoro e sul servizio” .

Aggiunge Gesmini: “Inoltre protesteremo perché tale decreto non contempla, come invece accadrà per il personale precario di protezione civile (dirigenti inclusi), che vengano stabilizzati i quasi duemila precari di CRI, i quali da anni prestano il loro servizio a sostegno dei più indifesi della nostra società. In tal senso presenteremo un emendamento, finalizzato a riconoscere pari dignità a tutti i lavoratori precari dei servizi delle emergenze e del soccorso che oggi si vogliono ricondurre al Dipartimento di protezione Civile, mettendo fine anche all’assurda e non più tollerabile situazione del precariato in CRI.”, conclude il rappresentante RdB.

Roma, 11 febbraio 2010


Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego
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